Il Comune dove vi è una maggiore diffusione nel
territorio delle fonti rinnovabili è Trento.
Per il solare termico è il comune di Bolzano quello con
la più alta diffusione in Italia di pannelli. La
Capitale, invece, domina la classifica dei comuni che
hanno adottato le energie pulite per gli edifici
pubblici. Più fatica si fa al Sud, anche se buoni esempi
si trovano soprattutto a Palermo, ma anche a Ragusa,
Trapani, Catania, Lecce, Avellino e Crotone.
Solo un assaggio della seconda edizione del Rapporto
Comuni rinnovabili 2005 di Legambiente e Eurosolar. Una
fotografia sulla diffusione delle fonti di energia
solare nei capoluoghi di provincia italiani presentata
questa mattina a Roma. Al convegno hanno partecipato,
tra gli altri, Roberto Della Seta, presidente di
Legambiente; Walter Veltroni, sindaco di Roma; Francesca
Sartogo, presidente Eurosolar Italia; Enrico Gasbarra,
presidente della Provincia di Roma; Josep Puig del
Politecnico di Barcellona; Piero Marrazzo, presidente
della Regione Lazio.
Il rapporto fornisce dunque una fotografia al 2005 della
situazione nei comuni italiani, che permette di valutare
impegno e consapevolezza da parte dei Comuni rispetto
alle fonti pulite, ma anche le dinamiche dei diversi
territori nel promuovere interventi e innovazione.
“La scelta di evidenziare il contributo solare –
spiega Roberto Della Seta, presidente di Legambiente -
rispetto alle altre fonti rinnovabili, come eolico,
biomasse, idroelettrico, nasce proprio dalla volontà di
mostrare, attraverso questo lavoro, una fotografia dal
“basso” nella realtà italiana della fonte più diffusa e
direttamente utilizzabile da cittadini e amministrazioni
pubbliche, meno dipendente da variabili ambientali o
territoriali. Il risultato di questo
lavoro evidenzia un Paese che sconta ancora forti
ritardi nella diffusione delle fonti rinnovabili, con
buone pratiche distribuite a macchia di leopardo che
sottolineano ancora il voto insufficiente alla manovre
adottate dalle amministrazioni pubbliche verso politiche
energetiche sostenibili. Basti pensare che sui 103
capoluoghi di provincia cui è stato inviato il nostro
questionario solo un 40% ha dimostrato di dedicare
attenzione alle energie alternative”.
È Trento il comune italiano con il maggior numero di
impianti solari, con ottimi risultati sia per il solare
termico (con 4.300 mq installati, una media di 39,90 mq
ogni 1.000 abitanti) che per il solare fotovoltaico, con
210 kW installati per una produzione di 210mila kWh/anno.
In particolare, per il solare termico si fa largo
Bolzano, con la più alta diffusione in Italia di
pannelli sia in assoluto che in rapporto alla
popolazione (4.983 mq e una media di 51,26 ogni 1.000
abitanti).
Il merito di questi risultati sta nelle politiche di
incentivo promosse dai due comuni e dalle province
autonome di Bolzano e Trento con finanziamenti continui
che permettono di dare certezza agli investitori che non
devono dipendere da incentivi discontinui nel tempo e
graduatorie di selezione.
Per quanto riguarda la diffusione delle fonti
rinnovabili nelle strutture edilizie delle
amministrazioni è Roma il comune che ha i migliori
risultati. Nelle strutture edilizie del comune di Roma
(tra scuole, uffici, biblioteche, ecc.) sono installati
930 mq di pannelli solari termici e 178 kW di pannelli
solari fotovoltaici. Per il solare termico si segnalano
anche Modena con 403 mq di pannelli e Palermo con 263
mq. Per il solare fotovoltaico i migliori risultati dopo
Roma sono quelli di Parma con 120 mq. e due città del
Mezzogiorno come Benevento (con 81 kW) e Palermo (con 76
kW).
Se proviamo a confrontare i dati italiani con la
classifica dei Comuni tedeschi fotografata dalla
Solarbundesliga” ci rendiamo conto – per usare un
linguaggio calcistico - che siamo realmente in
campionati differenti. In testa alla classifica è il
piccolo comune di Rettenbach am Auerberg che ha una
media di 487mq di solare termico ogni 1.000 abitanti e
795Watt installati di fotovoltaico per abitante. Tra i
comuni con popolazione maggiore di 100.000 abitanti sono
in testa Ulm (rispettivamente con 70 mq di solare
termico e 20,1 di fotovoltaico) e Friburgo (con 50 mq di
solare termico e 24,4 di fotovoltaico). Se consideriamo
che per costruire la classifica viene assegnato un punto
per ogni 3 Watt di fotovoltaico per abitante e un punto
per ogni 10 mq per abitante di solare termico ci
rendiamo conto che sarebbero ben poche le città del
Paese del Sole a poter partecipare a un possibile
originale campionato europeo.
“I numeri italiani – aggiunge Della Seta -
mostrano la poca attenzione da parte dei Comuni nei
confronti del risparmio energetico: eppure gli incentivi
per i 100MW da sfruttare entro il 2010 disposti dal
Decreto del Ministero delle Attività produttive su Conto
energia, sono già finiti. I provvedimenti che dovevano
aiutare lo sviluppo delle rinnovabili non sono
sufficienti e, peggio ancora, non sono riusciti a far
recuperare il gap nei confronti degli altri Paesi
europei. Eppure, guardando proprio al panorama europeo,
è possibile prendere spunto dai provvedimenti che hanno
permesso a tante città spagnole e tedesche di essere
all’avanguardia nella diffusione delle fonti rinnovabili
e nella creazione di nuovi posti di lavoro in settori
all’avanguardia”.
A Barcellona grazie all’Ordenanza Solar - che obbliga
l’installazione di pannelli solari termici in tutti i
nuovi edifici – si è passati da 1.650 mq di pannelli
solari termici installati a 26.181 mq. con una media di
16,39 mq ogni 1.000 abitanti. Un provvedimento che,
mentre in molti dentro l’amministrazione e nel dibattito
politico consideravano impossibile da attuare, ha
permesso di realizzare una innovazione energetica,
edilizia e ambientale straordinaria.
Nel corso di questi anni 41 Comuni hanno seguito la
strada di Barcellona e oggi il 56% degli abitanti della
Catalogna vive in Comuni in cui è in vigore l’
“Ordenanza Solar”. Il processo si è esteso a tutta la
Spagna e oggi tutte le principali città spagnole hanno
adottato il provvedimento: da Madrid a Valencia, da
Siviglia a Granada.
Legambiente - Ufficio Stampa