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Energia: Legambiente presenta Comuni rinnovabili 2005

Dossier "Comuni rinnovabili"

04.11.2005

Il Comune dove vi è una maggiore diffusione nel territorio delle fonti rinnovabili è Trento. Per il solare termico è il comune di Bolzano quello con la più alta diffusione in Italia di pannelli. La Capitale, invece, domina la classifica dei comuni che hanno adottato le energie pulite per gli edifici pubblici. Più fatica si fa al Sud, anche se buoni esempi si trovano soprattutto a Palermo, ma anche a Ragusa, Trapani, Catania, Lecce, Avellino e Crotone.

Solo un assaggio della seconda edizione del Rapporto Comuni rinnovabili 2005 di Legambiente e Eurosolar. Una fotografia sulla diffusione delle fonti di energia solare nei capoluoghi di provincia italiani presentata questa mattina a Roma. Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Della Seta, presidente di Legambiente; Walter Veltroni, sindaco di Roma; Francesca Sartogo, presidente Eurosolar Italia; Enrico Gasbarra, presidente della Provincia di Roma; Josep Puig del Politecnico di Barcellona; Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio.

Il rapporto fornisce dunque una fotografia al 2005 della situazione nei comuni italiani, che permette di valutare impegno e consapevolezza da parte dei Comuni rispetto alle fonti pulite, ma anche le dinamiche dei diversi territori nel promuovere interventi e innovazione.

“La scelta di evidenziare il contributo solare – spiega Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - rispetto alle altre fonti rinnovabili, come eolico, biomasse, idroelettrico, nasce proprio dalla volontà di mostrare, attraverso questo lavoro, una fotografia dal “basso” nella realtà italiana della fonte più diffusa e direttamente utilizzabile da cittadini e amministrazioni pubbliche, meno dipendente da variabili ambientali o territoriali. Il risultato di questo lavoro evidenzia un Paese che sconta ancora forti ritardi nella diffusione delle fonti rinnovabili, con buone pratiche distribuite a macchia di leopardo che sottolineano ancora il voto insufficiente alla manovre adottate dalle amministrazioni pubbliche verso politiche energetiche sostenibili. Basti pensare che sui 103 capoluoghi di provincia cui è stato inviato il nostro questionario solo un 40% ha dimostrato di dedicare attenzione alle energie alternative”.

È Trento il comune italiano con il maggior numero di impianti solari, con ottimi risultati sia per il solare termico (con 4.300 mq installati, una media di 39,90 mq ogni 1.000 abitanti) che per il solare fotovoltaico, con 210 kW installati per una produzione di 210mila kWh/anno.

In particolare, per il solare termico si fa largo Bolzano, con la più alta diffusione in Italia di pannelli sia in assoluto che in rapporto alla popolazione (4.983 mq e una media di 51,26 ogni 1.000 abitanti).

Il merito di questi risultati sta nelle politiche di incentivo promosse dai due comuni e dalle province autonome di Bolzano e Trento con finanziamenti continui che permettono di dare certezza agli investitori che non devono dipendere da incentivi discontinui nel tempo e graduatorie di selezione.

Per quanto riguarda la diffusione delle fonti rinnovabili nelle strutture edilizie delle amministrazioni è Roma il comune che ha i migliori risultati. Nelle strutture edilizie del comune di Roma (tra scuole, uffici, biblioteche, ecc.) sono installati 930 mq di pannelli solari termici e 178 kW di pannelli solari fotovoltaici. Per il solare termico si segnalano anche Modena con 403 mq di pannelli e Palermo con 263 mq. Per il solare fotovoltaico i migliori risultati dopo Roma sono quelli di Parma con 120 mq. e due città del Mezzogiorno come Benevento (con 81 kW) e Palermo (con 76 kW).

Se proviamo a confrontare i dati italiani con la classifica dei Comuni tedeschi fotografata dalla Solarbundesliga” ci rendiamo conto – per usare un linguaggio calcistico - che siamo realmente in campionati differenti. In testa alla classifica è il piccolo comune di Rettenbach am Auerberg che ha una media di 487mq di solare termico ogni 1.000 abitanti e 795Watt installati di fotovoltaico per abitante. Tra i comuni con popolazione maggiore di 100.000 abitanti sono in testa Ulm (rispettivamente con 70 mq di solare termico e 20,1 di fotovoltaico) e Friburgo (con 50 mq di solare termico e 24,4 di fotovoltaico). Se consideriamo che per costruire la classifica viene assegnato un punto per ogni 3 Watt di fotovoltaico per abitante e un punto per ogni 10 mq per abitante di solare termico ci rendiamo conto che sarebbero ben poche le città del Paese del Sole a poter partecipare a un possibile originale campionato europeo.

“I numeri italiani – aggiunge Della Seta - mostrano la poca attenzione da parte dei Comuni nei confronti del risparmio energetico: eppure gli incentivi per i 100MW da sfruttare entro il 2010 disposti dal Decreto del Ministero delle Attività produttive su Conto energia, sono già finiti. I provvedimenti che dovevano aiutare lo sviluppo delle rinnovabili non sono sufficienti e, peggio ancora, non sono riusciti a far recuperare il gap nei confronti degli altri Paesi europei. Eppure, guardando proprio al panorama europeo, è possibile prendere spunto dai provvedimenti che hanno permesso a tante città spagnole e tedesche di essere all’avanguardia nella diffusione delle fonti rinnovabili e nella creazione di nuovi posti di lavoro in settori all’avanguardia”.

A Barcellona grazie all’Ordenanza Solar - che obbliga l’installazione di pannelli solari termici in tutti i nuovi edifici – si è passati da 1.650 mq di pannelli solari termici installati a 26.181 mq. con una media di 16,39 mq ogni 1.000 abitanti. Un provvedimento che, mentre in molti dentro l’amministrazione e nel dibattito politico consideravano impossibile da attuare, ha permesso di realizzare una innovazione energetica, edilizia e ambientale straordinaria.

Nel corso di questi anni 41 Comuni hanno seguito la strada di Barcellona e oggi il 56% degli abitanti della Catalogna vive in Comuni in cui è in vigore l’ “Ordenanza Solar”. Il processo si è esteso a tutta la Spagna e oggi tutte le principali città spagnole hanno adottato il provvedimento: da Madrid a Valencia, da Siviglia a Granada.

Legambiente - Ufficio Stampa