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CONVEGNO
"IL CENTRO DEL SOLE PER UNA PROVINCIA SOLARE,
STRUMENTO DI TUTELA DELL'AMBIENTE E DI SVILUPPO DEL
TERRITORIO"
Omegna,
20.01.06 relazioni
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AMELIA ALBERTI, PRESIDENTE DEL CIRCOLO VERBANO DI LEGAMBIENTE
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Il Centro del sole, per una
provincia solare, come ha detto l’Assessore provinciale
alle Attività Produttive Alberganti, che per primo ha
creduto in noi e ha firmato nel luglio scorso la
convenzione che ci lega alla Provincia del Verbano Cusio
Ossola, è nato per promuovere il risparmio energetico e le
energie rinnovabili, come era previsto nel programma
elettorale dell’attuale compagine provinciale, e come è
scritto nel DNA della mia associazione, Legambiente.
Come sede è stato naturale
scegliere un capannone-incubatoio al Tecnoparco, proprio
dietro alla sede della Provincia, con la quale poter
mantenere stretti contatti di collaborazione e di
confronto.
Molte erano le strade che si
aprivano davanti a noi, per raggiungere lo scopo
prefissato. Nella fase iniziale del percorso, quella che
stiamo ancora vivendo, abbiamo scelto di non presentarci
come i depositari di un sapere assoluto da diffondere
attorno a noi, bensì come i fornitori di un servizio
culturale di alto profilo, al quale noi stessi attingere,
e i ricercatori meticolosi di quegli stimoli o di quelle
competenze che, all’insaputa di tutti, erano cresciuti
attorno a noi e attendevano soltanto di emergere. Abbiamo
scelto, cioè, di essere una cerniera tra le diverse
funzioni della società, i costruttori di una rete che
legasse gli uni agli altri i bisogni, i saperi, le
risposte.
Per questo motivo abbiamo
iniziato la nostra attività organizzando due corsi di
approfondimento gratuiti di sei ore l’uno (sul solare
fotovoltaico e sul solare termico), tenuti da esperti
eccellenti e di grande capacità comunicativa, corsi
rivolti soprattutto agli artigiani dei settori elettrico e
idraulico. Per la propaganda dei corsi abbiamo chiesto
aiuto a Confartigianato e Cna, per la loro sede ci siamo
appellati alla Camera di Commercio, e tutti hanno
generosamente risposto, mentre gli artigiani, ma anche
progettisti, architetti, insegnanti, studenti, sono
accorsi numerosissimi ad ascoltare, a discutere, a
domandare. Il prossimo corso, nel mese di febbraio, sarà
sulle pompe di calore, mentre già si sta organizzando,
sempre per febbraio, un importante seminario sui
bioregolamenti edilizi, che metterà a disposizione
l’esperienza maturata nel Comune-capostipite di Carugate,
con le aspettative e i progetti dei Comuni e dei
professionisti locali richiamati dai loro ordini o collegi
di categoria. Nel frattempo incontriamo singole ditte,
singoli professionisti, persone tutte validissime, e
intanto progettiamo la zona espositiva e dimostrativa del
capannone al Tecnoparco dove abbiamo la sede.
Di tutto questo e di altro
ancora potete trovare documentazione nel nostro sito web
www.ilcentrodelsole.org,
che viene tenuto costantemente aggiornato.
Accade che, nel nostro
muoverci su questo terreno, troviamo dappertutto
attenzione, rispetto, cultura, esperienza, consulenza, e
soprattutto attese. Delle attese voglio fare cenno agli
Amministratori pubblici presenti, ma anche agli enti
privati. Posso testimoniare che le attese del VCO nei
confronti dei temi di cui oggi ci occupiamo sono
altissime. Affermo che i cittadini desiderano vivamente
applicare le tecnologie migliori e più virtuose alle loro
abitazioni e al loro modo di vivere. Affermo altresì che
gli artigiani e i professionisti non vedono l’ora di
convertirsi in sapienti progettisti di case passive e
montatori di pannelli solari e di altri ritrovati capaci
di offrire comfort senza precluderlo alle discendenze e
senza rischiare per questo di provocare morti e sofferenze
e guerre coloniali. Per raggiungere questo scopo è però
indispensabile e urgente che alcuni sforzi siano distolti
da altri scopi e rivolti a sostenere e incentivare questo
mutamento. Chiediamo quindi ai Pubblici Amministratori di
promuovere bandi duraturi per sorreggere l’impegno dei
cittadini e delle imprese, ai Comuni di dotarsi di
strumenti normativi incentivanti, alle Banche di offrire
mutui verdi, cui cittadini e imprese possano accedere per
affrontare con serenità l’impegno economico iniziale. I
risultati non si faranno attendere, e l’Italia potrà non
vergognarsi più nel confronto con gli altri popoli
d’Europa. E magari tutto ciò accadrà, perché no?, proprio
a partire dal VCO.
In conclusione ringrazio uno
per uno tutti coloro che ci hanno aiutato finora e che
intendono continuare a farlo. Aggiungo un particolare
ringraziamento alla Fondazione Cariplo, che, aggiungendosi
alla Provincia, ha concesso un contributo al Centro del
sole, per una provincia solare, per gli anni 2006-07. Sono
sicura che anche la Regione Piemonte vorrà essere al
nostro fianco, per aiutarci a strutturare il capannone
espositivo e dimostrativo in modo funzionale e attraente,
che sia di stimolo per altre consimili iniziative in
Piemonte. Il Circolo Verbano di Legambiente, associazione
di volontariato, da parte sua è felice dell’occasione che
gli è stata data di mettersi a disposizione del territorio
in modo costruttivo e propositivo, e spera di sapersi
dimostrare all’altezza del compito assunto.
Alberti, Mercalli, De Ruggiero,
Ravaioli (foto La Stampa).
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CARLUCCIO ALBERGANTI,
Assessore provinciale alle Attività Produttive
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IL CENTRO DEL SOLE, PER UNA
PROVINCIA SOLARE, strumento di tutela dell'ambiente e di
sviluppo del territorio
Il convegno di oggi vede la presenza di
numerosi e qualificati relatori, in grado di ben argomentare
le motivazioni “etiche” che spingono verso l’uso delle
energie rinnovabili. Sono personalmente convinto che il
futuro del pianeta passa senza dubbio attraverso una
profonda revisione critica dei nostri stili di vita e del
nostro sistema produttivo. La diffusione delle fonti
energetiche rinnovabili va in questa direzione.
Dopo questa doverosa premessa, permettetemi
allora di circoscrivere il mio intervento a quanto la
Provincia fa in questo settore, soprattutto con un occhio di
riguardo alle positive implicazioni occupazionali e
industriali che lo sviluppo di queste fonti energetiche può
avere.
Questa Amministrazione provinciale crede
nelle energie rinnovabili. Per diversi motivi. Uno è
storico: il Verbano-Cusio-Ossola ha fondato la sua storia
industriale sulla disponibilità di energia pulita,
rinnovabile e a basso costo. Sto parlando dell’ingente
produzione idroelettrica che ci vede ai primi posti in
Piemonte e ricoprire un ruolo importante a livello
nazionale. Nella nostra Provincia sono infatti prodotti
circa 1900 gigavattora l’anno, pari al 4% dell’intera
produzione idroelettrica italiana.
Un dato importante se si considera che, fra
le energie rinnovabili, l'idroelettrico
fa la parte del leone con quasi il 60% del totale, a seguire
biomasse e rifiuti con circa il 30%, il geotermico con il
9%, mentre eolico e solare assieme non arrivano al 3%.
Purtroppo
nel 2004 le fonti rinnovabili hanno coperto solo il 7% della
domanda energetica nazionale. Occorre dunque accelerare. Qui
in zona non certo verso l’idroelettrico, perché qui gli
spazi di manovra sono veramente esigui. Si possono infatti
migliorare gli impianti esistenti dal punto di vista tecnico
per ampliarne le potenzialità, ma è impensabile lo
stabilimento di nuovi.
Siamo allora
convinti che
ricerca , innovazione e sviluppo siano le tre
direttrici lungo cui muoversi per favorire l'incremento di
energia da fonti rinnovabili sul totale dell'energia
prodotta. Questa è una scelta strategica per il
Verbano-Cusio-Ossola e in generale per il nostro Paese, in
tutti i settori produttivi, anche in questo.
Anche perché, e qui apro una parentesi,
ci siamo trovati di fronte al problema della
ridefinizione del ruolo del Tecnoparco del Lago Maggiore
nell’ambito dello sviluppo economico ed industriale locale,
quale fattore determinante di impulso nei confronti delle
imprese del territorio. Nel contesto della ricerca e
dell’innovazione nell’ambito delle energie rinnovabili,
abbiamo ritenuto che l’attuale andamento di Tecnoparco possa
essere strategicamente orientato tenendo conto della ricerca
nel campo delle fonti energetiche rinnovabili.
Il Verbano-Cusio-Ossola, in particolare,
potrebbe proporsi sul mercato su due fronti: 1) quello della
diffusione delle tecnologie per le rinnovabili e per
il risparmio energetico, incoraggiando anche con incentivi
la volontà e la capacità degli artigiani e dei
professionisti locali; e 2) quello della fabbricazione
industriale di semilavorati o di prodotti finiti per dette
tecnologie, approfittando delle competenze acquisite dalle
maestranze nel campo della lavorazione metalmeccanica.
Sono
ovviamente ipotesi di lavoro affascinanti, ma che
necessitano ovviamente di molto studio ed impegno. Un
obiettivo in ogni caso l’abbiamo in parte centrato.
L’istituzione del “CENTRO DEL SOLE, PER UNA PROVINCIA
SOLARE”, che
nasce
nel 2005, in un capannone-incubatoio del Tecnoparco,
per
volontà congiunta della Provincia e del Circolo Verbano di
Legambiente, come strumento di lavoro utile, a fianco di
tutti gli altri strumenti istituzionali, per raggiungere il
risultato auspicato di fare del Verbano-Cusio-Ossola un
modello avanzato di risparmio energetico, di uso delle
energie rinnovabili e di sviluppo sostenibile.
La Provincia
ha sostenuto da sola le spese iniziali per la promozione
materiale del Centro, mentre il Circolo Verbano, insieme con
Legambiente Piemonte e con Ambiente Italia, ha messo a
disposizione idee e lavoro volontario.
Il Centro ha
strutturato l'ufficio e ha fatto
scelte
di merito sulla funzione e sulla funzionalità della sede
presso Tecnoparco, inteso come spazio dimostrativo ed
espositivo, che sarà reso disponibile alle visite guidate
dei cittadini e delle scolaresche a partire,
ci auguriamo, dalla prossima primavera.
Contemporaneamente ha organizzato
due
Corsi di approfondimento (sul solare fotovoltaico e sul
solare termico, per artigiani), che hanno
riscosso un grande successo di partecipazione. E' già
pronto, per il prossimo mese di febbraio, un
Corso
di approfondimento sulle Pompe di calore.
Sempre in febbraio si terrà un
seminario di studio e di confronto sui Bio-Regolamenti
edilizi, con particolare attenzione al
capostipite italiano, quello del Comune di Carugate, che
sarà presente con i suoi amministratori e con il prof.
Giuliano Dall'O'. Al seminario hanno già aderito l'Ordine
degli Architetti del VCO e di Novara e il Comune di
Verbania. Altri Corsi sono in programma, e altre iniziative,
come la
Festa
del sole, per il solstizio d'estate, e un
seminario
sui
grandi temi che preoccupano questo inizio di millennio:
l'effetto serra, le sue cause, le sue conseguenze politiche,
sociali, umanitarie.
Questo lo
stato dell’arte. In prospettiva, perché non ragionare sulla
possibilità di promuovere
la produzione di idrogeno pulito da elettrolisi, da
utilizzare nella filiera della ricerca ma anche della
produzione industriale di questo vettore energetico,
utilizzando l'abbondante energia idroelettrica del
Verbano-Cusio-Ossola e la secolare esperienza professionale
locale acquisita nella conduzione di celle elettrolitiche?
Con questa ipotesi di lavoro concludo il mio
intervento che, mi pare, abbia ben evidenziato come questa
Amministrazione provinciale sappia pensare globalmente e
agire localmente.
Alberganti |
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GIANLUCA SUSTA,
Vicepresidente della Regione Piemonte e Assessore reg.le
alle Attività Produttive (sintesi)
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Risparmio, efficienza,
rinnovabili nel PEAR e come volano di innovazione e
sviluppo del Piemonte.
La situazione mondiale varia
da miseria assoluta in cerca di sviluppo a posizioni di
grande benessere, che si vogliono conservare senza
impedire il progresso altrui e contemporaneamente
salvaguardando l'integrità del pianeta. Vediamo quali
risposte dà il nostro Piano Energetico Regionale, che è
stato approvato due anni fa a larga maggioranza e che noi
abbiamo ereditato e che adesso stiamo cercando di
migliorare e integrare. Un obiettivo è quello di limitare
gli effetti negativi derivanti da un uso irrazionale delle
risorse energetiche sull'ambiente; l'altro è quello di
rendere disponibile l'energia a un prezzo accessibile per
il nostro sviluppo. Vogliamo mettere in campo iniziative
per l'incremento dello sviluppo di fonti
energetiche rinnovabili, ma anche la realizzazione di
termovalorizzatori dei rifiuti a valle della raccolta
differenziata e del riciclaggio, l'incentivazione
dell'innovazione della ricerca tecnologica, la promozione
dell'informazione degli operatori e consumatori finali, la
formazione specifica degli energy manager, progettisti,
decisori pubblici e privati. Per quanto riguarda il
fotovoltaico e il solare termico, stiamo attivando la
messa in campo di finanziamenti regionali come il fondo
rotativo e il conto interessi diretti alle famiglie. In
Piemonte sono stati realizzati circa 300 impianti con una
potenza di picco di 2 MW. L'obiettivo di minima è di
arrivare a 4 MW nel 2100. Sul solare termico abbiamo
l'obiettivo di raggiungere i 50000 mq. Oggi ci sono 500
impianti per 7000 mq. Si tratta di un obiettivo troppo
contenuto. Molto dipende dai finanziamenti che riusciamo a
mettere in campo in questo momento così difficile. Anche
qui vogliamo attivare un fondo rotativo a lunga scadenza,
tasse agevolate, di cui si farebbe carico la Regione,
restituibili grazie al risparmio accumulato. Sono
iniziative che devono avere un ritorno indiretto. Per
quanto riguarda l'energia idroelettrica l'obiettivo è il
mantenimento delle attuali capacità produttive,
ripotenziamento degli impianti esistenti, la preferenza
degli impianti di piccola taglia ad uso plurimo. Un uso
limitato, non stravolgente del territorio. Dei giorni
scorsi è l'accordo raggiunto con Enel in questa provincia
di restituzione al fiume di parte dell'acqua usabile a
scopo idroelettrico. L'idroelettrico è importante, ma va
gestito con grande avvedutezza. Per quanto riguarda il
miglioramento delle tecniche costruttive degli edifici,
l'Italia è con il Belgio il fanalino di coda in Europa.
Siamo il paese con la struttura edilizia più
energeticamente dispersiva. Abbiamo predisposto un ddl
sulla certificazione energetica degli edifici di grande
dettaglio, sulla quale si è sviluppato un dibattito
importante, che presto la Giunta dovrebbe poter mandare in
aula. E' un ddl che va a colmare le lacune lasciate dalla
legislazione nazionale che recepiva la Direttiva
comunitaria, ampliata a tutti i nuovi edifici e anche alle
ristrutturazioni. Con questo ddl la Regione Piemonte si
pone all'avanguardia per quanto riguarda il risparmio
energetico degli edifici, che è una delle chiavi di volta
anche per ridurre le emissioni atmosferiche nocive, ma
anche di minor domanda di energia, in una regione che per
fortuna ha ancora un sistema produttivo. Entra dentro
anche nel controllo, al momento della compra-vendita, e
detta disposizioni sulla manutenzione degli impianti
termici. C'è anche l'intenzione di riconvertire il nostro
apparato produttivo verso le nuove tecnologie. Queste
operazioni non è opportuno farle attraverso fondi perduti,
ma attraverso facilitazioni al credito. Prevediamo un
fondo importante per la rottamazione dei generatori di
calore obsoleti soprattutto nel civile e anche un grosso
fondo rotativo per favorire l'immissione nelle case di
elettrodomestici di nuova generazione. Stiamo per
sostituire 800.000 lampadin e, ma ce ne vorrebbero
8.000.000. Il finanziamento complessivo per tutte le
iniziative citate ammonta a 60-70 ML di euro a regime,
senza contare i progetti di tipo dimostrativo e strategico
che si stanno mettendo in atto sul risparmio energetico.
Senza dimenticare gli impianti a biomassa, più di
competenza dell'assessorato all'agricoltura, di tipo non
macro, da diffondere sul territorio in funzione delle
filiere locali. Tutto ciò certamente non rende superfluo
il ricorso al combustibile fossile, ma permette un
risparmio energetico non insignificante.
Susta
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MASSIMO SERAFINI,
Responsabile delle Politiche Energetiche di Legambiente
nazionale (sintesi)
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Gli scenari per le rinnovabili
in Italia e nel mondo.
Ci sono ragioni valide, forti,
per porsi il problema di una svolta energetica che porti
fuori il mondo e segnatamente noi Italiani dalla civiltà
del petrolio, per aprirci all'era del rinnovabile e
dell'uso delle risorse solari? Fare questa svolta, se è
possibile, renderà migliore la vita della gente, o
arretreremo dalle grandi conquiste di civiltà, di
benessere che abbiamo conosciuto? Due eventi sono da
mettere in evidenza, per rispondere. Uno è l'emergere
della scarsità delle risorse non rinnovabili, del
petrolio, del carbone e del metano. Il petrolio non finirà
improvvisamente, ma è previsione che dal 2010-12, la
domanda di energia non rinnovabile non è in grado di
essere soddisfatta in un pianeta che sarà abitato almeno
da 8 miliardi di individui e soprattutto da un esaurirsi
delle possibilità di portar via dalla terra in modo facile
e poco costoso le risorse non rinnovabili. L'avvento della
Cina e dell'India sul mercato globale ha messo in crisi
immediatamente il prezzo del petrolio a 80 dollari al
barile. Il secondo evento è la drammatica accelerazione
che ha avuto la crisi climatica del pianeta. Quest'estate
sono emersi alcuni segnali fortissimi in totale sintonia
con le catastrofiche previsioni del terzo rapporto sul
clima dell'IPCC dell'ONU. Abbiamo avuto l'aumento degli
eventi estremi, uragani, scioglimento del permafrost della
Siberia, desertificazione avanzante. La crisi climatica
sta subendo accelerazioni importantissime. L'arco di tempo
in cui mettere mano alla riduzione dei gas serra non è
millenario, ma va dai 60 agli 80 anni. Il protocollo di
Kyoto non è altro che un freno a mano tirato su una
macchina che sta andando a rotta di collo in un
precipizio. La comunità scientifica pensa che per
governare il cambiamento climatico bisognerà ridurre del
60, 70, 80% le emissioni dei gas serra, che derivano dalla
combustione del petrolio, del carbone, del metano, dei
mezzi di trasporto. Occorre un cambio di paradigma
energetico che non si vede nel dibattito politico. Anche
in occasione dell'ultima crisi energetica del gas russo, i
nostri governanti, ma anche qualcuno dell'opposizione,
continua a ragionare in termini di cambio di combustibile,
invece che di cambio di sistema verso l'uso di sostanze
non climalteranti. La scarsità provocherà nuove guerre per
il controllo delle risorse, una convivenza con
un'accelerazione della crisi climatica drammatica, un
ulteriore approfondimento della povertà in larga parte del
pianeta. Le ragioni di una modifica sono ragioni forti. La
prima riguarda una grande scommessa industriale e cioè è
possibile ottenere i servizi energetici che definiscono il
benessere di una popolazione, consumando meno energia?
Elettrodomestici, edifici, ecc.. Una grande innovazione
tecnologica che produca anziché nuovi chilovattora dei
negavattora. Anziché 180 ML di tonnellate di petrolio per
garantirci i servizi, ce ne possono bastare 100 e quindi
lavorare per produrre questo tipo di innovazione
tecnologica e dell'efficienza. Ridurre quindi i consumi di
energia è possibile, induce a una grande scelta. In questo
caso sole, vento e biomasse sarebbero sufficienti.
Le
rinnovabili però costano. Nei confronti tra il costo di un
watt con sole o con petrolio, si dimenticano le
esternalità del petrolio, carbone e metano, perché
l'inquinamento prodotto dalla combustione di queste
risorse in termini di salute e di vivibilità, lo paga il
contribuente e non il gestore della centrale. Se si
internalizzano nel kwattore da sole il vantaggio
ambientale, la competitività del sole rispetto alle
fossili è anche economica. C'è una legge che consente al
cittadino di vendere l'energia elettrica prodotta da
pannelli. Si auspica di riempire i tetti di pannelli
solari.
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NICOLA DE RUGGIERO,
Assessore regionale all'Ambiente (sintesi)
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La qualità dell'aria in
Piemonte alla luce dei programmi di incentivazione delle
energie rinnovabili.
Importante sottolineare
ancora l'accordo con Enel per il DMV del fiume Toce.
Infatti, anche se l'idroelettrico è tra i meno
inquinanti sistemi per produrre energia elettrica, pure
un fiume può trasformarsi in un non fiume, senza
l'acqua. La fatica della politica è la mediazione. Non
c'è più bisogno di fare diagnosi. Quando la massima
istituzione mondiale si pone il problema di creare dei
vincoli o dare regole ai paesi aderenti, vuol dire che
davvero non c'è più bisogno di dimostrare nulla. Semmai
il problema è di come riuscire a tradurlo in pratica
nelle sue difficoltà vere. Anche per noi dire "qualità
dell'aria" significa dire una situazione insostenibile,
dove dobbiamo adottare provvedimenti di limitazione
qualsiasi essi siano, dalla limitazione del traffico
veicolare, alle limitazioni nella produzione, e ciò
dimostra i ritardi che abbiamo, tanto da poter solo
usare la regola dell'emergenza dei vincoli. Molte città
sono in questi giorni alle prese con le targhe alterne.
E' un fallimento di politiche strutturali a fronte di
misure che danno risultati di dubbia efficacia. Dobbiamo
quindi dare ai cittadini la misura dei vantaggi
derivanti da queste limitazioni. Come Regione ci
muoviamo sulla partita del traffico autoveicolare e su
quella del riscaldamento. La Regione non intende più
parlare da sola, ma all'interno del catino intero della
Valle Padana. Abbiamo firmato un protocollo di lavoro
comune con la Lombardia, con il Veneto, con l'Emilia-Romagna
e con la Provincia di Trento, perché si riesca a
prendere provvedimenti comuni, che sono il frutto di
sperimentazioni di tutte le regioni interessate. Occorre
aumentare notevolmente le zone pedonali, cosa non
costosa. Bisogna migliorare il trasporto pubblico in
modo quali-quantitativo, rinnovando la flotta e il
servizio, compartecipare ai costi dei cittadini, che
compensino i limiti imposti. Continuare la sostituzione
delle auto verso il metano e il gasolio. Bisogna
stabilire che limiti dare alle auto pre93? Tocca essere
drastici, che da ottobre 06 debba essere vietato il
transito delle auto più vecchie nei centri. La decisione
colpirà inevitabilmente le fasce sociali più deboli e i
trasporti lavorativi. Su questo secondo punto stiamo
aprendo con l'ass.re Susta un accordo con le ass.ni
commercianti, per un fondo di rotazione per il rinnovo
delle flotte destinate al trasporto delle merci. Nello
stralcio di piano sul riscaldamento a livello regionale
c'è l'inserimento di vincoli di incentivazione al
teleriscaldamento. Torino diventa con i lavori in
c orso la città più teleriscaldata di Italia, superando
Brescia. Ci saranno vincoli e incentivazioni per
l'utilizzo di impianti termici centralizzati con sistemi
di termoregolazione. In questo modo si interviene sul
mercato. Tutto ciò in parallelo con le regole edilizie.
Bisogna trovare il modo di imporre le soluzioni
tecnologiche più innovative e individuare i combustibili
presenti nelle diverse aree del territorio. Sono tutti
provvedimenti collegiali di Giunta, perché solo la
contaminazione di tutti gli assessorati può portare alla
soluzione del problema. Il sogno è che non ci sia più
bisogno di un assessorato all'ambiente.
Alberti, Mercalli, De Ruggiero,
Ravaioli (foto La Stampa).
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GIANNI DESANTI,
Assessore provinciale all'Ambiente (sintesi)
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Il PEP del VCO e la
sostenibilità delle scelte.
Nel PEP esistono le questioni
di cui si discute, tra cui la regolamentazione delle
centraline idroelettriche. Il PEP è prima di tutto una
fotografia della situazione energetica del nostro
territorio. Noi potremmo dire di essere in una situazione
positiva. Il bilancio energetico dal punto di vista
elettrico è grandemente positivo. Abbiamo una produzione
di circa 220 ktep di energia idroelettrica e ne esportiamo
circa 144. Ciò accade soprattutto da quando sono venute
meno le industrie siderurgiche e chimiche. La produzione
di tipo idroelettrico è positiva, soprattutto se si
accompagna alle altre iniziative (accordo con Enel per DMV
nel Toce di diversi mc al secondo; miglioramento
dell'efficienza della produzione idroelettrica). Per la
prima volta si stabilisce un limite alla produzione
idroelettrica in coerenza con quello del PEAR, pari a 35
MW, minore rispetto alla percentuale derivante al VCO dal
PEAR, che stabilisce il limite di 150 nuovi MW da qui al
2010. Dovremo rispondere no a diverse istanze depositate.
Il no sarà calibrato sulla base delle caratteristiche di
ogni progetto. Il PEP calcola che nel VCO ogni abitante
produca circa 4,4 ton CO2/anno, contro una media nazionale
di circa 10 ton. Per il risparmio energetico abbiamo
immaginato tutta una serie di interventi, che da una parte
vanno a individuare quali interventi possono essere fatti
nell'edilizia, come anche previsto dal ddl regionale.
Abbiamo tutta una serie di piani di azione, che vanno
nella direzione del monitoraggio dei dati, dell'energia
solare, come ad es. l'impianto al cubo di Verbania per
l'acqua calda di un centinaio di famiglie, con grande
risparmio di energia. In certe parti del VCO il sole
scompare per diversi mesi all'anno. La Provincia ha
finanziato una sperimentazione per la realizzazione di un
impianto FV a Omegna da 100.000 euro sul tetto dell'Ipsia
Dalla Chiesa, con valenza anche didattica. Nel bilancio di
previsione 2006 intendiamo inserire dai canoni idrici per
le rinnovabili, anche per stimolo di Amelia Alberti.
Continuerà la cam pagna
per il controllo delle emissioni delle caldaie. Oggi sono
registrate più di 50.000 caldaie sottoposte a manutenzione
e quindi il controllo dei fumi e dell'efficienza e
sicurezza. Abbiamo utilizzato risorse per dare contributi
a chi migliorava l'efficienza delle caldaie. Progetto di
limitazione dell'inquinamento luminoso, di favorire i
veicoli ecologici e biomasse, con scenari futuri
interessanti. Una gestione più oculata dei boschi ci potrà
consentire di alimentare gli impianti esistenti e in
costruzione, come quello di Bagnella. Idea di utilizzare
da parte Conservco l'organico raccolto per fare anche
biogas oltre al compost.
Desanti
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MASSIMO NOBILI,
Commissario della Fondazione Cariplo per il VCO
(sintesi)
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Perché la Fondazione Cariplo
appoggia e finanzia il Centro del sole, per una provincia
solare.
La Provincia del VCO e
Legambiente hanno presentato un importante progetto, che
rispondeva ai requisiti del nostro bando e quindi
l'abbiamo sostenuto. Dal 2001 stiamo elaborando dei Piani
di azione, dei bandi e progetti nel settore dell'ambiente.
L'impegno nei confronti dell'ambiente si è tradotto in
numerosi progetti. Emergono grandi difficoltà tra
dichiarazioni di intenti e azioni. Significativo per
questo motiv o
il ruolo delle 11 Fondazioni bancarie in Piemonte. La
Fondazione può favorire l'avvio di nuovi modelli di
intervento basati sul principio della sostenibilità
ambientale, anche come supporto di idee oltre che
economico. Con Università milanesi è stato sviluppato
anche il tema dei trasporti sostenibili. Nel 2006 si è
scelto di attivare un bando sul risparmio energetico negli
edifici anche pubblici. Si auspica un'audizione del Centro
del sole presso la Sottocommissione Ambiente della
Fondazione tra qualche mese. Auguro che il progetto possa
completarsi ed essere presentato agli esperti Cariplo.
Nobili
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MARCO PIGNI, Settore
Energia e Utilities di Confartigianato (sintesi) |
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Quali prospettive dalle fonti
rinnovabili per il mondo dell'artigianato.
L'approccio pratico nei
confronti dei problemi dei cittadini e delle imprese da
parte di Legambiente, CDS, ci è piaciuto molto e l'abbiamo
condiviso, tanto da ritenerlo un caso pilota a livello
nazionale, che teniamo sotto controllo, come
sperimentazione di collaborazione attuativa. Due domande.
Perché gli artigiani si occupano di energia? Prima di
tutto sono cittadini che consumano energia nella loro
casa, poi sono consumatori che consumano energia nelle
loro fabbriche, per produrre, per riscaldarsi o per
muoversi. Sono interessati anche come operatori di
filiera. Sono i primi ambasciatori delle nuove tecnologie
presso il cittadino. Potrebbero tornare ad essere i primi,
come una volta, nel campo elettromeccanico, applicato alle
nuove tecnologie, alla filiera dell'efficienza energetica
e delle fonti rinnovabili. Si spera che nascano nuovi
piccoli imprenditori, che sappiano installare i pannelli,
ma anche produrli. Perché l'artigiano deve incentivare
l'applicazione di pannelli ecc. di produzione tedesca
o giapponese o americana? E' un settore da rilanciare in
Italia, magari perché deve subentrare a settori obsoleti.
Gli artigiani possono essere anche autoproduttori
energetici di microgenerazione diffusa. Confartigianato si
è preoccupata a più riprese dell'energia in situazioni di
emergenza, per tentare di contenere il costo unitario del
kilowattora e del mc del gas per i nostri associati. Sono
stati costituiti consorzi di acquisto dell'energia in
gruppo, per ridurre i costi unitari, andando sul mercato
libero, che consente risparmi di qualche unità
percentuale. A questo proposito sono stati costituiti vari
consorzi (importante soprattutto il Consorzio Energie
Piccole Imprese Nord Ovest), che hanno favorito gli
artigiani. Il Cenpi si è attrezzato per diventare
fornitore di servizi energetici integrati, per diffondere
la cultura del risparmio energetico e dell'efficienza
energetica. Abbiamo fatto anche attività di formazione dei
nostri impiantisti, ancora con Legambiente e le
associazioni dei consumatori e piccole imprese. Abbiamo un
coordinamento nazionale che si chiama Progetto Energia
Intelligente per le PMI, che raccoglie CNA,
Confartigianato, Confapi, Confcommercio, Confesercenti e
Confagricoltura. Il rinnovamento ha molti nemici negli
interessi economici coinvolti, da superare in nome della
miglior proposta possibile per tutti. In Regione Lombardia
c'è un grosso progetto integrato da riproporre anche qui,
da parte delle varie associazioni Confartigianato, per
dare un servizio di sportello agli associati e ai
cittadini sulla gestione sostenibile e intelligente
dell'energia (PuntoEnergia), formazione per impiantisti
installatori tecnico operativa, ma organizzata,
attivazione di audit o chek-up energetici, isole
energetiche come progetti pilota sperimentali di
valorizzazione energetica di materiale di scarto.
Confartigianato vuole proporre riforme strutturali
praticabili da subito per combattere la politica
dell'emergenza continua.
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La relazione del climatologo
Luca Mercalli |
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La relazione
del climatologo Luca Mercalli al nostro convegno è stata
vasta e appassionata, e sicuramente perderebbe di pathos con
un'operazione di sintesi. Abbiamo scelto di sostituirla con
l'articolo che cortesemente ci ha mandato, che peraltro ha
costituito il corpo centrale del suo intervento.
Cop9_clima_LM.pdf
Mercalli, Godio |
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GIANPIERO GODIO, Responsabile delle Politiche Energetiche
per LEGAMBIENTE Piemonte
(sintesi) |
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La
funzione delle associazioni ambientaliste nella promozione
del risparmio energetico e delle energie alternative.
Il ruolo
delle associazioni è, da un lato, contestare le cose che non
vanno e, dall'altro, promuovere ciò che deve essere fatto;
questo contraddistingue l'operato di Legambiente: ad esempio
sono impegnato, in questi giorni, a Saluggia, per
manifestare contro l'ennesima insensatezza del nucleare che
vede la localizzazione dei maggiori depositi di scorie in
quest' area, alla confluenza di due corsi d’acqua. Per
quanto riguarda la questione energetica, Legambiente è
convinta che non bisogna più spendere tempo per le diagnosi,
ma bisogna essere propositivi e attivi; nella regione
Piemonte sono numerosissimi i siti in cui la presenza di
inquinanti dell'aria quali gli ossidi di azoto e le polveri
sottili è fuori norma, in base a quanto disposto dalle
direttive europee recepite dalla legge italiana, altro che
rispetto del Protocollo Kyoto; anche quanto al consumo del
territorio la nostra azione devastatrice si fa assai
sentire. I consumi di energia sono principalmente basati
sull' utilizzo delle fonti fossili, del petrolio, una fonte
da qualcuno definita "incapace di giustizia e di equità".
Anche per la promozione della pace è, quindi, necessario
ridurre il consumo di petrolio. Occorre analizzare l'
intero ciclo di vita (LCA) dei prodotti che acquistiamo e
consumiamo perchè il consumo di energie è distribuito lungo
le varie fasi che vanno dalla produzione allo smaltimento.
La regione Piemonte, nonostante abbia firmato per prima in
Italia il Protocollo di Torino, una specificazione locale
del Protocollo di Kyoto, assume decisioni spesse volte
votate alla crescita sconsiderata. Ricordiamo che 1 Kg di
cemento equivale alla produzione di 1 Kg di CO2, per cui gli
edifici sono un grande elemento di consumo di energia e
bisogna, come intende fare il Centro del Sole, occuparsi di
questo problema in prima istanza. L'energia solare è, a
detta dei ricercatori, anche di estrazione diversa,
l'energia più democratica, più distribuita e meno
inquinante, al contrario di quella nucleare. Le associazioni
ambientaliste vogliono proporre le terapie, a due livelli:
uno personale che riguarda scelte di efficienza - e non per
forza di rinuncia - come ad es. isolare le abitazioni,
ridurre gli sprechi dei sistemi di riscaldamento e
refrigerazione, utilizzare l' energia solare (termica e
fotovoltaica) e le lampadine a basso consumo; uno, poi, a
livello istituzionale, per cui le scelte prese e i
protocolli firmati devono essere oggetto di coerente messa
in pratica; non è possibile fare una VAS dopo la
realizzazione di un progetto, ma deve essere alla base, a
monte dello stesso. Anche i piani regolatori non dovrebbero
prevedere sempre nuove aree edificabili di fronte ad una
reale crescita demografica che è pari a zero. L'esempio deve
venire dall'alto anche in termini di sviluppo di tecnologie
nuove e pulite, così che i cittadini abbiano modelli di
riferimento funzionanti. Importante è pure la promozione da
parte delle istituzioni, si pensi alla campagna per la
fornitura ai cittadini di lampadine a risparmio
energetico allo stesso costo di quelle tradizionali. Il
Centro del Sole è un'occasione per dimostrare ai cittadini
l'impegno concreto della Pubblica Amministrazione. |
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ROSARIO MOSELLO,
Ricercatore ISE - CNR di Pallanza (sintesi) |
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Gli
aumenti di temperatura registrati nel VCO.
Parlando di
questo tema si fa riferimento prevalentemente alle
combustioni e alle emissioni di biossido di carbonio, di
metano e di altre sostanze ancora; vi sono però ulteriori
inquinanti come i composti acidi ed i composti dell' azoto
che hanno effetti sull'ambiente altrettanto deleteri. Le
variazioni dell'ambiente fisico possono avere effetti sui
laghi, alterando soprattutto gli strati d'acqua
superficiali. L’aumento della temperatura atmosferica e
l’intensificazione della radiazione solare provocano un
riscaldamento delle acque lacustri e un’alterazione del
regime termico nei laghi, con conseguenze sui cicli
stagionali di stratificazione e circolazione. Temperature
più elevate associate ad una ridotta copertura di neve al
suolo possono avere effetti sul dilavamento di rocce e suoli
e sull’apporto di soluti a laghi e corsi d’acqua in ambiente
alpino. Da circa 40 anni, ovvero da quando esistono misure
regolari sul lago Maggiore, vi è stato un aumento di
temperatura di tutti quanti gli strati d' acqua, dell'
ordine di 0.5 °C. Anche il comparto alpino - che costituisce
una parte fondamentale di tutto il nostro territorio e del
bacino imbrifero del lago - ha subito variazioni in aumento
della temperatura con conseguente riduzione di copertura di
neve al suolo; i cambiamenti nel regime idraulico dei corsi
d' acqua determinano quindi una riduzione degli apporti
idrici con possibili abbassamenti di livello dei laghi ed
aumento del tempo di residenza. L' eutrofizzazione, causata
dall' aumento di temperatura è il fenomeno più esteso e
diffuso che insidia la qualità delle acque
lacustri. L’aumento di temperatura può avere conseguenze sul
carico di nutrienti che arrivano a lago dal bacino. Inoltre
il riscaldamento delle acque può aggravare le conseguenze
dell’eutrofizzazione
(es. maggior frequenza di bloom algali) o ritardare il recupero degli
ambienti eutrofizzati.
I
cambiamenti del clima hanno effetti anche sulla
distribuzione e mobilità degli inquinanti organici e dei
metalli (es. cadmio, piombo, mercurio) negli ecosistemi
acquatici, così come
sui meccanismi di uptake e accumulo di queste sostanze nella
catena trofica. Il riscaldamento, gli eventi di
precipitazioni intense ed i prolungati periodi di siccità,
possono determinare variazioni nei cicli biogeochimici degli
elementi (fosforo, azoto, ecc.) con effetti sugli equilibri
dei nutrienti negli ecosistemi terrestri e acquatici. I
cambiamenti climatici possono indurre modificazioni negli
habitat favorendo alcune specie a scapito di altre. Gli
effetti del riscaldamento delle acque saranno
particolarmente marcati per gli organismi stenotermi
adattati alla vita in acque fredde e ben ossigenate; un
aumento di temperatura delle acque di fondo comporta infatti
una riduzione degli habitat disponibili per queste specie.
In generale gli effetti dei cambiamenti climatici sulle
biocenosi lacustri dipenderanno dalla capacità di
dispersione degli organismi e dalla possibilità di
colonizzare nuovi habitat.
Concludendo
si può affermare che i dati di temperatura nelle stazioni
del VCO (fig. 1), misurati negli ultimi 50 anni, mostrano
una tendenza all' aumento, più accentuata negli ultimi 25 -
30 anni (Fig. 2). L'aumento ha interessato prevalentemente
le minime rispetto alle massime, con una riduzione dell'
escursione termica giornaliera. Il riscaldamento è stato
maggiore per le stazioni collocate a quote tra 1000 e 2000
m. s.l.m. I volumi di precipitazioni non sono variati
significativamente; si osserva invece una diminuzione del
numero di giorni con precipitazioni ed un aumento nella
frequenza di eventi intensi. I dati disponibili per la
stazione di Toggia (2200 m. s.l.m.) mostrano come la
quantità di neve al suolo (Fig. 3 e 4) è diminuita in modo
considerevole, in particolare negli ultimi 15 anni, così
come è calato il numero medio di giorni all' anno con neve
al suolo. |
PIERANGELO
CAUSETTI, Vice Presidente Unione Industriali VCO
(sintesi)
L’interesse dell’industria del VCO per le fonti rinnovabili di
energia.
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Parlare di energia per l’industria significa parlare di una
risorsa seconda solo a quella umana; parlare, poi, di energie
rinnovabili significa avere un rispetto sostanziale per l’
ambiente e questo è senz’altro un riferimento per l’industria
dei giorni nostri. Tuttavia l’uso nel mondo di energie
rinnovabili è pari soltanto al 6%, escluso l’ idroelettrico; in
Italia siamo solo allo 0,5%, ovvero al quinto posto dopo Spagna,
Gran Bretagna, USA e Germania. L’era del petrolio è destinata a
concludersi, ma una strategia effettiva in alternativa all’era
fossile ancora non c’è. L’energia nel VCO è un 55% di gas, un
25% di energia elettrica, un 15% di benzina e un 5% di gasolio;
quanto agli impieghi, 39% nell’industria, 31% nel civile, 22%
nei trasporti e 8% nel terziario. L’industria negli ultimi anni
ha avuto un leggero calo anche per un miglioramento
dell’efficienza, abbiamo circa 20000 addetti su 160000 abitanti
nella provincia, 500 addetti nel settore energia-acqua-gas. Il
terziario è il settore che ha avuto il maggiore incremento di
consumo energetico, essendo aumentato del 50%, negli ultimi
venti anni, il numero degli addetti, che è giunto a 40000. C’è
un aumento sui trasporti da ciò indotto: nel periodo 1998-2001 è
stato pari al 5% circa. Nel VCO si acquista energia sotto forma
di combustibili fossili per 280 Ktep, delle quali 40-50 vengono
utilizzate per cogenerazione. 220 Ktep sono generate da energia
idroelettrica, delle quali 150 vengono immesse in rete. La fonte
idroelettrica è una fonte preziosa, l’oro di questa terra,
mentre non vi sono altre importanti fonti di energia
rinnovabile. Il campo è aperto alla mini-idroelettrica, per
potenze tra i 100 Kwatt e il Mwatt, impianti che possono rendere
beneficio anche all’assetto idrogeologico del territorio; ad
impianti a biomassa di piccola taglia che possono migliorare la
manutenzione delle aree boschive e possono valorizzare i
sottoprodotti agricoli; ad impianti eolici di piccola potenza e
al solare, soprattutto per uso civile. L’Industria guarda con
interesse alle energie rinnovabili, quando affidabili e a costi
competitivi. I primi black-out avvenuti in Italia, e questo vale
anche per gli USA, hanno incentivato la realizzazione di
centrali di cogenerazione, a gas a ciclo combinato, o la
riattivazione di centrali di vecchio tipo, per circa 300 Mwatt
su base nazionale. Per affidabile si intende un’energia
disponibile, pronta e continua. Parlare di fonti rinnovabili
significa risparmio ed aumento dell’efficienza energetica. Non
c’è migliore energia rinnovabile, paradossalmente, di quella non
utilizzata. Gli impianti di cogenerazione di piccola taglia a
biomassa consentono ad esempio di passare da rendimenti del 35%
a rendimenti anche dell’85%, in cui si ottiene il 37% di energia
elettrica e il 48% di energia termica; si può addirittura
arrivare ad una trigenerazione, in ambienti in cui è necessario
anche il freddo, pensiamo ai grossi impianti industriali del
settore
alimentare, a centri commerciali, alla GDO. Il
riscaldamento degli edifici impegna circa il 15% di tutta
l’energia primaria, quindi il risparmio in questo ambito è molto
importante. Si pensi che a Barcellona è obbligatorio per i nuovi
edifici installare impianti solari, così come in Portogallo. In
Italia si è partiti 15 anni fa con la legge 10/91 che ha gettato
basi abbastanza importanti, spesso disattese. Una risorsa
fondamentale è diventata, oggi, quella dell’energy manager.
Un’altra forma importante di risparmio è, sempre per paradosso,
investire; ridurre i costi costa.
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GIUSEPPE MORONI, Presidente Camera di Commercio del
Verbano Cusio Ossola
(sintesi)
Ospitalità della Camera di Commercio verso i corsi organizzati
dal Centro del Sole, per una provincia solare, nell'ambito di
una generale attenzione ambientale
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Oggi è possibile tutelare l'ambiente, in generale, senza che
questo comporti un sottosviluppo; ciò comporta un costo, ma la
non qualità dell'ambiente costiuisce un costo maggiore che la
comunità deve sopportare. L'indirizzo, quindi, che la Camera di
Commercio sta continuando a seguire, inserito anche nel Piano
strategico esteso fino al 2007, è quello della sostenibilità
ambientale dello sviluppo. In particolare la Camera di Commercio
ha destinato risorse alla certificazione ambientale ed
etica delle imprese e alla loro sensibilizzazione; nell'ultimo
anno e mezzo sei aziende del VCO hanno conseguito tale
certificazione e tre sono prossime ad ottenerla: il numero è
piccolo, ma va inteso come l'indicazione di un trend importante.
Relativamente al trasporto, l'asse ferroviario Genova -
Rotterdam, promosso da un comitato di Camere di commercio
italiane e straniere per trasferire da gomma a ferro la
mobilitazione delle merci, comporta anche per la provincia del
VCO e della parte orientale di quella di Novara problemi alle 
infrastrutture locali, da affrontare ai fini del miglioramento
del territorio. La nostra Camera di Commercio ha stanziato
recentemente 50000 euro per contribuire ad uno studio avente
per scopo il raggiungimento di benefici e l'esclusione di
conseguenze negative dall'attraversamento di questo collegamento
internazionale.
Abbiamo, poi, ospitato e ancora lo faremo Corsi organizzati dal
Centro del Sole per la promozione delle energie rinnovabili e
del risparmio energetico; tutti hanno registrato una
partecipazione rilevante, incoraggiante per proseguire sulla
strada della creazione di una cultura del rispetto
dell'ambiente.
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