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"Rilanciare il nucleare è solo un espediente per
nascondere il fallimento della politica energetica
del nostro Paese, il ritardo accumulato nella
diversificazione delle fonti, il gap tecnologico e
strutturale rispetto ad altri partner europei nel
campo delle rinnovabili e mascherare il calo
dell'efficienza energetica". È questo il commento di
Legambiente alla proposta del ministro delle
Attività produttive Claudio Scajola di aprire un
tavolo bipartisan sull'energia che potrebbe trovare
un nuovo ruolo anche al nucleare.
"Abbiamo fatto passare inutilmente un gran numero di
anni senza una seria strategia sull'energia - ha
detto Roberto Della Seta, presidente di Legambiente
- diventando così sempre più dipendenti dall'estero
per i combustibili. E nel frattempo siamo riusciti
anche a dissipare un primato che detenevamo da
tempo, quello dell'efficienza energetica. Non
potendo nascondere il fallimento in questo settore
chiave per il Paese si tenta ora di spostare
l'attenzione sul nucleare. Uno specchietto per le
allodole, anche perché i tempi e i costi di questa
fonte di energia non rappresentano sicuramente una
soluzione al problema".
"Quello che il governo sembra non realizzare -
spiega Della Seta - è che i costi di produzione di
energia da fonti nucleari non sono competitivi, i
problemi di smaltimento delle scorie radioattive e
di decommisioning delle centrali nucleari sono
ancora irrisolti e taciuti come voce nei costi da
considerare. È forse per questo che il contributo
dell'atomo alla generazione elettrica mondiale, -
aggiunge il presidente nazionale di Legambiente -
pari al 16% (6% in termini di energia primaria), è
al palo da parecchi anni ed è ormai ridotto a un
tasso trascurabile rispetto a quello oggi registrato
dalle energie pulite: nel 2001 la potenza nucleare è
cresciuta di 1750 MW mentre quella eolica è arrivata
a 6500 MW, negli ultimi cinque anni dunque, è
cresciuta a un ritmo medio del 36%". E secondo
Andrea Poggio, Direttore Legambiente Lombardia, "E'
sciocco per l'Italia attardarsi ad inseguire sogni
nucleari, mentre si sta perdendo il vero "treno
dello sviluppo" di oggi: l'innovazione tecnologica
per l'efficienza energetica e per lo sfruttamento
delle rinnovabili."
Anno 1 Nr. 1 - 11
01 2006
Fonte:
EcosportelloEnergia
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