HOME 
IL PROGETTO
CHI SIAMO
AGENDA
CONTATTI
NEWS
DOCUMENTI
LINKS
FAQ
CORSI           
ELENCHI VCO
BIBLIOTECA
AZIENDE IN FIERA
PARTNERS
DOVE SIAMO 
CONVEGNI
NEWS

Legambiente: il nucleare non è una soluzione alla crisi del gas

11.01.2006

Legambiente: il nucleare non è una soluzione alla crisi del gas

"Rilanciare il nucleare è solo un espediente per nascondere il fallimento della politica energetica del nostro Paese, il ritardo accumulato nella diversificazione delle fonti, il gap tecnologico e strutturale rispetto ad altri partner europei nel campo delle rinnovabili e mascherare il calo dell'efficienza energetica". È questo il commento di Legambiente alla proposta del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola di aprire un tavolo bipartisan sull'energia che potrebbe trovare un nuovo ruolo anche al nucleare.
"Abbiamo fatto passare inutilmente un gran numero di anni senza una seria strategia sull'energia - ha detto Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - diventando così sempre più dipendenti dall'estero per i combustibili. E nel frattempo siamo riusciti anche a dissipare un primato che detenevamo da tempo, quello dell'efficienza energetica. Non potendo nascondere il fallimento in questo settore chiave per il Paese si tenta ora di spostare l'attenzione sul nucleare. Uno specchietto per le allodole, anche perché i tempi e i costi di questa fonte di energia non rappresentano sicuramente una soluzione al problema".
"Quello che il governo sembra non realizzare - spiega Della Seta - è che i costi di produzione di energia da fonti nucleari non sono competitivi, i problemi di smaltimento delle scorie radioattive e di decommisioning delle centrali nucleari sono ancora irrisolti e taciuti come voce nei costi da considerare. È forse per questo che il contributo dell'atomo alla generazione elettrica mondiale, - aggiunge il presidente nazionale di Legambiente - pari al 16% (6% in termini di energia primaria), è al palo da parecchi anni ed è ormai ridotto a un tasso trascurabile rispetto a quello oggi registrato dalle energie pulite: nel 2001 la potenza nucleare è cresciuta di 1750 MW mentre quella eolica è arrivata a 6500 MW, negli ultimi cinque anni dunque, è cresciuta a un ritmo medio del 36%". E secondo Andrea Poggio, Direttore Legambiente Lombardia, "E' sciocco per l'Italia attardarsi ad inseguire sogni nucleari, mentre si sta perdendo il vero "treno dello sviluppo" di oggi: l'innovazione tecnologica per l'efficienza energetica e per lo sfruttamento delle rinnovabili."

Anno 1 Nr. 1 - 11 01 2006
Fonte: EcosportelloEnergia