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Rapporto Enea fonti rinnovabili

26.12.2005

Rapporto Enea fonti rinnovabili: energia verde al 7%, troppo lento il trend di sviluppo

La situazione delle rinnovabili in Italia non mostra un quadro particolarmente roseo. Nel 2004, le rinnovabili hanno contribuito al bilancio energetico nazionale per poco più del 7%, in linea con la media europea ma dovuto essenzialmente all'idroelettrico e al geotermico che rappresentano oltre il 65% del totale. Per il resto un 30% è dovuto alle biomasse, che hanno fatto segnare un buon incremento negli ultimi anni, e solo un misero 3% è da attribuire alle "nuove rinnovabili" - solare ed eolico - e il trend in atto non mostra crescite apprezzabili. (continua...)


In termini di produzione elettrica le rinnovabili hanno concorso nel 2004 al 16% circa del consumo lordo totale. L'idroelettrico, con una potenza lorda intorno a 17 gigawatt (GW) e una produzione di quasi 43 terawattora (TWh) nel 2004 ha coperto oltre il 75% della produzione da rinnovabili con nessuna stima al rialzo per gli anni futuri. Anche per l'energia geotermoelettrica, che con quasi 5,5 TWh ha contribuito nel 2004 per un 10% circa alla produzione di elettricità da rinnovabili, non si può prevedere un incremento significativo dei circa 700 MW di potenza installati.
Diversa la situazione dell'energia da biomasse e rifiuti, che ha tagliato il traguardo dei 5 TWh nel 2004, e dell'eolico, con oltre 1,8 TWh, che hanno mostrano negli ultimi cinque anni un incremento percentuale e le potenzialità di sviluppo sono elevate. Certamente non degna di nota, se non in termini negativi, la situazione del fotovoltaico la cui produzione elettrica nel 2004 è stata di soli 27 GWh, anche se con stime di sviluppo per i prossimi anni grazie all'entrata in vigore del Conto Energia.
L'Enea, nel suo rapporto, evidenzia il fatto che "un incremento dell'uso delle fonti rinnovabili non può non rientrare in una politica di diversificazione delle fonti, insieme a molte altre azioni sul lato dell'offerta e della domanda, necessarie al nostro Paese per affrontare coerentemente l'incerto mercato dell'energia dei prossimi decenni". Nonostante tali evidenti considerazioni "l'attuale trend di crescita della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili consentirà difficilmente di raggiungere il 22% della domanda elettrica per cui si è impegnato il nostro Paese, ma - scrive l'Enea - una politica mirata può ancora portare a risultati significativi, quali quelli raggiunti in Paesi come la Danimarca, la Germania e più recentemente la Spagna in cui i nuovi settori industriale delle rinnovabili si presentano già oggi come una realtà vivace e consolidata con un indotto significativo in termini economici e di occupazione e prospettive di crescita sul mercato internazionale di grande rilievo". In Italia, con il recepimento della direttiva comunitaria sulle fonti rinnovabili, si è aperto uno scenario all'interno del quale l'intervento per lo sviluppo delle rinnovabili può rappresentare una forte occasione di crescita industriale, tanto più strategica in quanto si collochi in settori a elevato tasso di innovazione tecnologica.
Luigi Paganetto, commissario straordinario Enea, in occasione della presentazione del rapporto, ha sottolineato: "L'esigenza di orientare le politiche energetiche nazionali verso un modello basato su un crescente ricorso alle fonti rinnovabili di energia, richiede interventi per lo sviluppo e l'introduzione nel mercato di nuove tecnologie. Per fare questo occorrono politiche di incentivazione in grado di stimolare insieme ricerca, innovazione e sviluppo della domanda. Solo così si potrà determinare un circolo virtuoso tra tecnologie, innovazione e sviluppo industriale".

Ecosportello News (Anno 1 Nr. 22 - 21 12 2005)